E-commerce a Torino: da dove partire per vendere online, con gli obblighi del 2026 in una tabella
Pubblicato il di Tauro Lab9 min di lettura
In breve Per vendere online da Torino parti da cosa vendi e dove spedisci, poi scegli la piattaforma. Il sito è una parte: contano catalogo, pacchi, resi e regole. Sul sito vanno nome, sede, email, numero REA e partita IVA; il cliente ha 14 giorni per il recesso; uno sconto deve indicare il prezzo più basso dei 30 giorni precedenti. Chi ha un negozio in città ha una carta in più: il ritiro in negozio.
Hai un negozio in città, o produci qualcosa a Torino, e ogni tanto qualcuno ti chiede se spedisci. Aprire un e-commerce vuol dire aggiungere un secondo canale di vendita con le sue regole: un catalogo da curare, pagamenti da incassare, pacchi da preparare, resi da gestire, obblighi da rispettare. Il sito è solo una parte del lavoro, e questa guida mette in fila tutto il resto, con una tabella delle regole che quasi nessun articolo sull'argomento riporta.
Il mercato prima di tutto. L'Osservatorio eCommerce B2c di Netcomm e del Politecnico di Milano stima per il 2026 acquisti online di prodotti in Italia per 42,6 miliardi di euro, in crescita del 6%, e una quota dell'online sugli acquisti dell'11,5%, come riporta Il Sole 24 Ore il 20 maggio 2026; i dati dell'Osservatorio per il 2025 davano 40 miliardi di prodotti e 62,3 miliardi con i servizi. A Torino il commercio è il secondo settore per numero di imprese, il 23,2% delle sedi, ma cala dell'1,1% nel 2025 ed è il settore con il tasso di sopravvivenza a tre anni più basso, secondo la Camera di commercio. Vendere online non è una scommessa su un boom: è un canale in più, che costa, in un mercato che cresce piano.
Prima della piattaforma: cosa vendi e a chi
Rispondi per iscritto a queste domande, prima di parlare con qualsiasi fornitore:
- quanti prodotti hai e quante varianti ha ciascuno, come taglie, colori, formati;
- quanto cambia il catalogo: sempre uguale o ogni settimana;
- dove spedisci: solo in Italia, in Europa, ovunque;
- se il magazzino è uno solo, condiviso con il negozio, oppure separato;
- chi prepara i pacchi e a che ora passa il corriere.
Le risposte pesano più del nome della piattaforma: pochi prodotti senza varianti e un catalogo grande con il magazzino da allineare hanno esigenze molto diverse.
Come scegliere la piattaforma per il tuo e-commerce
Le strade sono tre, e nessuna è giusta per tutti.
Piattaforma in abbonamento
È pronta all'uso, aggiornamenti e sicurezza li gestisce il fornitore, tu paghi un canone. Va bene se il catalogo è standard e vuoi partire presto. Il limite è che personalizzi solo entro i confini della piattaforma, e il negozio dipende da quel fornitore.
WordPress con WooCommerce
Il software di base è gratuito e flessibile. Hosting, estensioni a pagamento e manutenzione però costano, in denaro o in tempo: aggiornamenti, copie di sicurezza e controlli vanno fatti con regolarità. Quando conviene lo spieghiamo in WordPress o sviluppo su misura.
Sviluppo su misura
Si costruisce intorno al tuo modo di lavorare: collegamento con il gestionale, prodotti configurabili, listini diversi per tipo di cliente. Costa di più all'inizio e ha senso solo se le altre due strade ti stanno strette. Con un catalogo semplice, di solito non serve.
Un criterio per decidere: scegli quello che fa ciò che ti serve oggi, e chiedi a chi te lo propone cosa succede se tra due anni vuoi cambiare. Qualunque strada scegli, la tabella qui sotto vale uguale.
Gli obblighi di legge, in una tabella
Sono le regole che si applicano a chi vende online a consumatori, con il riferimento alla norma e cosa cambia in pratica sul sito. Il controllo che il tuo e-commerce le rispetti spetta a te e al tuo consulente, qualunque piattaforma usi.
| Regola | Dove sta scritta | Cosa fare sul sito |
|---|---|---|
| Nome o ragione sociale, sede, email, numero di iscrizione al registro imprese o REA, partita IVA, prezzi con l'indicazione di imposte e spese di consegna, accessibili in modo diretto e permanente | D.Lgs. 70/2003, articolo 7 | Nel piè di pagina di ogni pagina e nella pagina dei contatti |
| Il consumatore ha 14 giorni per il recesso, da quando riceve il bene, senza dover dare motivi | Codice del consumo, articolo 52 | Pagina resi in parole semplici: chi paga la spedizione di ritorno, in che stato deve essere il prodotto, in quanto tempo rimborsi |
| Il recesso non vale per beni su misura o personalizzati, deperibili, sigillati e aperti dopo la consegna per motivi di igiene, e in altri casi elencati | Codice del consumo, articolo 59 | Scriverlo nella scheda dei prodotti a cui si applica, non solo nelle condizioni |
| Ogni annuncio di sconto deve indicare il prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti | Codice del consumo, articolo 17-bis | La piattaforma deve registrare la storia dei prezzi e mostrare quel prezzo accanto allo sconto |
| È una pratica scorretta presentare come verificate recensioni di cui non si è controllata la provenienza, o inviare e far inviare recensioni false | Codice del consumo, articolo 23 | Recensioni solo da chi ha comprato, niente incentivi, niente recensioni scritte in casa |
| Sicurezza dei prodotti anche nelle vendite online e a distanza | Regolamento (UE) 2023/988, dal 13 dicembre 2024 | Dati del fabbricante e avvertenze di sicurezza nelle schede prodotto, come sulla confezione |
| Requisiti di accessibilità per i servizi di e-commerce dal 28 giugno 2025, con esenzione delle microimprese che forniscono servizi | Direttiva (UE) 2019/882 e D.Lgs. 82/2022, articolo 3 | Testi leggibili, campi del modulo con le etichette, immagini descritte, acquisto possibile da tastiera |
| Dati personali e cookie | GDPR e linee guida del Garante del 10 giugno 2021 | Informativa, fornitori scelti con cura, banner che permette di rifiutare: lo scroll non è consenso |
Questa tabella riassume norme in vigore al 31 ottobre 2026 e non sostituisce un parere: la tua situazione, per esempio se sei microimpresa o se vendi anche ad aziende, cambia cosa si applica. Per l'avvio dell'attività di vendita online c'è anche una comunicazione al Comune tramite lo sportello unico: chiedi al commercialista. La Camera di commercio di Torino ha una guida online all'e-commerce pensata per chi parte da zero, con una sezione sulla normativa.
Catalogo e schede prodotto
La scheda prodotto è la tua commessa. Ha un titolo che dice cos'è, una descrizione scritta per una persona, il prezzo, la disponibilità, i tempi di consegna e foto che rispondono alle domande: per quelle c'è la guida alle foto prodotto per un e-commerce. Scrivi tu le descrizioni: se copi quelle del fornitore, le stesse parole sono su altri siti e il cliente non ha motivo di preferirti. Segna come non disponibile ciò che finisce, invece di lasciarlo ordinabile. Dai alle categorie i nomi che userebbe il cliente, non i codici del magazzino.
Pagamenti, spedizioni e resi
Sono i punti in cui un cliente decide se completare l'acquisto. Sui pagamenti offri i metodi che usano i tuoi clienti: chiedi a quelli che hai già come preferiscono pagare. Sulle spedizioni decidi in anticipo corrieri, tempi e costi, e mostra il costo prima dell'ultimo passaggio: chi lo scopre alla fine spesso lascia il carrello. Meglio promettere un giorno in più e arrivare prima.
Sui resi fai un conto prima di partire. Prendi il tuo prodotto medio e scrivi quanto ti costa un reso: spedizione di ritorno se la paghi tu, controllo, rimessa a nuovo, eventuale invenduto. Se quel costo si avvicina al margine, cambia qualcosa prima di aprire: foto e misure più precise riducono i resi più di qualsiasi clausola.
Essere a Torino: ritiro in negozio e clienti vicini
Un e-commerce vende a tutta Italia, ma se hai una sede a Torino hai una carta in più:
- ritiro in negozio: il cliente ordina dal sito e passa a prendere, tu risparmi la spedizione e lui può provare o cambiare sul momento;
- consegna in città: se riesci a consegnare tu o con un corriere della zona, proponilo, ma solo se puoi mantenerlo;
- un solo magazzino: se vendi in negozio e online la disponibilità deve essere la stessa nei due posti. Un gestionale collegato al negozio online evita di vendere due volte lo stesso pezzo;
- scheda Google: per le ricerche vicino a te Google guarda pertinenza, distanza e popolarità. Orari e indirizzo uguali sul sito e sulla scheda, e il ritiro in negozio scritto bene, aiutano chi cerca in zona.
Il ritiro va organizzato: chi prepara l'ordine, dove lo tieni, come avvisi il cliente. Se non riesci a farlo in modo ordinato, parti senza e aggiungilo dopo. Per farti trovare in zona c'è la guida al posizionamento su Google a Torino.
Il lavoro dopo il lancio
Un negozio online richiede lavoro ogni giorno: ordini da controllare, pacchi, clienti che scrivono, prodotti da aggiornare, prezzi da tenere in ordine per la regola dei 30 giorni. Un esempio di fantasia: una bottega che fa borse in pelle parte con una sola linea, spedizioni solo in Italia e ritiro in bottega. Dopo qualche mese guarda cosa si vende e cosa torna indietro, e solo allora allarga il catalogo.
Con quali prodotti partire, e come spedirli
Metti in fila quattro cose: i prodotti con cui partiresti, dove li spediresti, chi prepara i pacchi e se offri il ritiro in negozio. Poi scorri la tabella delle regole con il tuo consulente e segna quelle che ti riguardano. Ti servono prima di chiedere qualsiasi preventivo.
La pagina e-commerce di Tauro Lab spiega cosa seguiamo. Siamo a Torino: se vuoi un parere sulla strada più adatta, che a volte è la più semplice, scrivici con le quattro risposte.
Domande frequenti
Conviene vendere sul mio sito o su un marketplace?
Si possono fare entrambe le cose. Il marketplace porta visibilità, ma ha le sue regole e trattiene una commissione. Sul tuo sito i clienti sono tuoi, ma devi farti trovare. Puoi partire da uno e aggiungere l'altro, secondo il prodotto.
Devo accettare il reso di un prodotto personalizzato?
Di norma no: l'articolo 59 del Codice del consumo esclude dal recesso i beni confezionati su misura o chiaramente personalizzati, oltre a deperibili e sigillati aperti per motivi igienici. Va scritto chiaramente prima dell'acquisto, nella scheda del prodotto. Per il tuo caso chiedi a un consulente.
Quanto ci mette un e-commerce a portare clienti da Google?
Nella sua guida introduttiva alla SEO Google scrive che alcune modifiche hanno effetto in poche ore e altre possono richiedere diversi mesi. Nel frattempo i clienti vicini li raggiungi con la scheda Google, il passaparola e i canali che già usi. Diffida di chi promette la prima posizione.
Posso scrivere «sconto 30%» su un prodotto appena messo in vendita?
L'articolo 17-bis del Codice del consumo chiede di indicare il prezzo più basso dei 30 giorni precedenti; per i prodotti sul mercato da meno di 30 giorni va indicato il periodo a cui si riferisce il prezzo precedente. Un «prezzo di lancio» seguito da un aumento non è uno sconto. Falla gestire alla piattaforma e falla controllare al consulente.
Fonti
- Il Sole 24 Ore: i numeri dell'e-commerce italiano 2026 (Osservatorio eCommerce B2c Netcomm, Politecnico di Milano)
- Osservatorio eCommerce B2c Netcomm, Politecnico di Milano
- Camera di commercio di Torino: Natimortalità delle imprese 2025 (presentazione)
- Normattiva: D.Lgs. 70/2003, articolo 7 (informazioni generali obbligatorie)
- Normattiva: Codice del consumo, articolo 52 (diritto di recesso)
- Normattiva: Codice del consumo, articolo 59 (eccezioni al recesso)
- Normattiva: Codice del consumo, articolo 17-bis (annunci di riduzione di prezzo)
- Normattiva: Codice del consumo, articolo 23 (pratiche commerciali ingannevoli, recensioni)
- MIMIT: regolamento europeo sulla sicurezza generale dei prodotti (GPSR)
- Direttiva (UE) 2019/882 sui requisiti di accessibilità
- Normattiva: D.Lgs. 82/2022, articolo 3 (requisiti di accessibilità, microimprese)
- Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)
- Garante privacy: linee guida cookie del 10 giugno 2021
- Camera di commercio di Torino: guida all'e-commerce per le imprese
- Google Business Profile: come migliorare il posizionamento locale
- Google Search Central: guida introduttiva alla SEO
Scritto dal team di Tauro Lab, web agency e software house di Torino. Chi siamo