Foto prodotto per l'e-commerce: gli scatti che servono, il peso giusto e le regole del 2026
Pubblicato il di Tauro Lab9 min di lettura
In breve Le foto prodotto di un e-commerce sostituiscono le mani del cliente: una principale pulita, i dettagli, il prodotto in uso, un riferimento di misura, retro e difetti. Bastano luce da finestra, sfondo neutro e telefono fermo. I file vanno ridimensionati e compressi e ogni immagine ha un testo alternativo. Dal 2024 la foto è anche un obbligo di sicurezza prodotto, e dal 2025 l'accessibilità vale per i negozi online che non sono microimprese.
In negozio il cliente prende il prodotto in mano. Lo gira, guarda le cuciture, prova la taglia, chiede se il colore è proprio quello. Online non può fare niente di tutto questo: ha solo le tue foto. Se non rispondono alle sue domande, va a cercare le risposte in un altro negozio, oppure compra e poi rimanda indietro.
Le buone foto prodotto per un e-commerce non richiedono uno studio. Richiedono un metodo: sapere quali scatti servono, farli sempre allo stesso modo, preparare i file perché non rallentino la pagina e sapere quali regole, nel 2026, riguardano anche le immagini.
Foto prodotto per l'e-commerce: gli scatti che servono
Ogni foto risponde a una domanda che il cliente si farebbe con il prodotto davanti. Usa la tabella come lista di controllo.
| Scatto | Domanda a cui risponde | Errore tipico |
|---|---|---|
| Foto principale | Che cosa sto comprando? | Sfondo disordinato, prodotto tagliato ai bordi |
| Dettaglio | Com'è fatto da vicino, di che materiale è? | Un solo primo piano, sfocato |
| Prodotto in uso | Come sta addosso, in casa, in mano? | Ambientazione che copre il prodotto |
| Riferimento di misura | Quanto è grande davvero? | Nessun oggetto accanto per il confronto |
| Retro, lati e difetti | C'è qualcosa che non vedo? | Mostrare solo il lato più bello |
La foto principale
È quella che compare nell'elenco dei prodotti, nelle ricerche e in Google Shopping: prodotto intero, centrato, con un po' d'aria intorno, su sfondo neutro, senza scritte, loghi o bollini sopra.
Dettagli e difetti
Cerniere, cuciture, etichette, finiture: la parte che il cliente toccherebbe. Se c'è qualcosa che potrebbe sorprendere, come una variazione di colore in un materiale naturale o i segni d'uso di un articolo di seconda mano, mostralo. Per gli acquisti online il consumatore ha di norma 14 giorni per il recesso: una sorpresa all'apertura del pacco è l'inizio di un reso.
Uso e misura
Una persona che lo indossa o lo tiene in mano dice più di una riga di centimetri. Se non c'è un riferimento ovvio, appoggia accanto un oggetto che tutti conoscono, come una penna. Le misure scrivile comunque nel testo.
Sfondo e luce: come farle bene senza uno studio
Per la maggior parte dei prodotti bastano uno smartphone, una finestra e un cartoncino. Conta più la costanza dell'attrezzatura:
- luce naturale vicino a una finestra, senza sole diretto che crea ombre dure. Il flash del telefono lascialo spento: appiattisce tutto e cambia i colori;
- un foglio grande di cartoncino chiaro che dal piano sale lungo la parete, così non si vede lo spigolo;
- il telefono su un supporto o su una pila di libri, non in mano: le foto escono dritte e tutte uguali;
- lo stesso angolo, la stessa distanza e la stessa inquadratura per tutti i prodotti della stessa categoria.
Guarda ogni foto sul telefono accanto al prodotto vero. Se il colore non coincide, correggilo prima di caricarla: il colore sbagliato è il primo motivo di reso che puoi evitare.
Quando conviene chiamare un fotografo
Alcuni prodotti sono difficili: gioielli, orologi, vetro, metallo lucido, tutto ciò che riflette. Un riflesso sbagliato fa sembrare economico un oggetto che non lo è, e la luce giusta richiede strumenti che in casa non hai. Se il tuo catalogo è di questo tipo, o vendi articoli di prezzo alto, un fotografo di prodotto può valere la spesa. Per magliette, quaderni o cibo confezionato basta il metodo di sopra.
Le misure che chiede Google Shopping
Se vuoi comparire negli annunci e nelle schede gratuite di Google Shopping, le immagini devono rispettare le specifiche di Merchant Center. Vale la pena scattare già pensandoci, così non rifai il lavoro:
| Requisito | Cosa dice Google |
|---|---|
| Dimensione minima | Almeno 500 x 500 pixel; consigliati 1500 x 1500 o più |
| Spazio occupato | Il prodotto riempie tra il 75% e il 90% dell'immagine (consiglio, non obbligo) |
| Cosa non ci deve essere | Testi promozionali, filigrane, loghi aggiunti, bordi, timbri grafici |
| Immagini generiche | Niente segnaposto e niente foto uguale per prodotti diversi, salvo poche categorie |
| Vista | Il prodotto in vendita visibile, intero e senza ostacoli |
Altri marketplace hanno regole proprie e spesso più strette sulla foto principale, sfondo compreso: leggile nel loro centro venditori prima di scattare. Un set fatto una volta sola, pensando a tutti i canali, costa meno di tre set.
Formato e peso dei file: belle ma leggere
Una foto appena scattata col telefono pesa spesso diversi megabyte, molto più di quanto serve per essere vista su uno schermo. Caricata così, la pagina prodotto si apre lenta. E la foto principale è di solito l'elemento più grande della pagina, quello misurato dall'LCP: secondo web.dev il risultato è buono se, in almeno tre visite su quattro, compare entro 2,5 secondi. Per capire queste misure c'è la guida ai Core Web Vitals.
Per alleggerire le foto bastano tre mosse:
- ridimensiona ogni foto alla misura massima con cui verrà mostrata: non serve caricare l'originale della fotocamera;
- comprimila finché l'occhio non vede la differenza: se compaiono quadretti, hai esagerato;
- scegli un formato leggero. Oltre al JPEG, la guida di Google sulle immagini elenca tra i formati supportati WebP e AVIF, che a parità di qualità di solito pesano meno. Google consiglia anche di indicare al browser più versioni della stessa foto per schermi diversi (srcset) e di tenere un'immagine di riserva in formato classico.
Poi il telefono. Google indicizza soprattutto la versione mobile dei siti: prova la pagina prodotto con la rete mobile, non con il wifi di casa.
Se il sito lo gestisce qualcun altro, chiedigli tre cose. Le immagini vengono ridimensionate in automatico per telefono e computer? Sono in un formato leggero? La foto principale compare subito, mentre le altre si caricano solo quando il cliente scorre fino a vederle?
Testo alternativo e nomi dei file
Il testo alternativo, o alt, è una descrizione scritta dell'immagine. La leggono i programmi che aiutano chi non vede lo schermo, la usa Google per capire cosa c'è nella foto e compare se l'immagine non si carica. Nella sua guida Google lo chiama l'attributo più importante per dare informazioni su un'immagine, e chiede testi che la descrivano senza riempirli di parole chiave.
Prendi una borsa a tracolla, esempio inventato. Un buon testo alternativo è «Borsa a tracolla in pelle color cognac, vista frontale». Uno inutile è «borsa pelle borsa economica comprare online»: chi usa un lettore di schermo sentirebbe un elenco di parole senza senso.
Lo stesso vale per il nome del file: «borsa-tracolla-pelle-cognac-fronte.jpg» dice qualcosa, «IMG_4521.jpg» no. Metti le foto vicino al testo che le descrive: Google usa anche quello. Se un'immagine è solo decorativa, il testo alternativo si lascia vuoto.
Le regole che toccano le foto nel 2026
- Sicurezza dei prodotti. Dal 13 dicembre 2024 il regolamento UE 2023/988 chiede che ogni offerta online mostri le informazioni per identificare il prodotto, compresa una sua immagine, il tipo e gli altri identificativi, più nome e indirizzo del fabbricante e le avvertenze di sicurezza nella lingua del consumatore (art. 19). La foto non è più solo marketing: è una delle informazioni dovute.
- Accessibilità. Dal 28 giugno 2025 i servizi di e-commerce devono rispettare i requisiti della direttiva UE 2019/882, in Italia il D.Lgs. 82/2022, con le linee guida AgID del 4 marzo 2026. Le microimprese, meno di dieci persone e fino a 2 milioni di euro di fatturato o bilancio, sono escluse per i servizi. Il testo alternativo delle immagini è una delle cose che si controllano.
Se ritocchi le foto con l'IA, per esempio per cambiare lo sfondo, il prodotto deve restare quello che spedisci: stesso colore, stesse proporzioni, stessi accessori. Per sapere se una norma riguarda il tuo negozio, fai verificare il caso a un consulente.
Parti dai prodotti che vendi di più
Non rifare tutto il catalogo in un colpo. Parti dai dieci prodotti più venduti e segui questi passi:
- Prepara un angolo fisso: finestra, sfondo e supporto per il telefono, sempre nello stesso posto.
- Rifai le foto con lo stesso metodo: principale, dettagli, uso, misura, retro.
- Ridimensiona e comprimi i file, poi scrivi testo alternativo e nome del file per ogni immagine.
- Apri la pagina dal telefono con la rete mobile e guarda quanto ci mette a mostrare la foto principale.
- Dopo un mese confronta i resi di quei dieci prodotti con il mese prima: è il numero che dice se le foto rispondono alle domande.
Le foto non le facciamo noi: Tauro Lab costruisce il negozio online che le ospita, dal catalogo ai pagamenti, come spieghiamo nella pagina e-commerce. Se hai già un negozio e vuoi un parere su come mostra le immagini, scrivici. Se sei di Torino e stai decidendo da dove partire, c'è anche la guida su come vendere online da Torino.
Domande frequenti
Posso usare le foto che mi manda il fornitore?
Se il fornitore te lo permette, sì, ma da sole non bastano: le stesse immagini compaiono su altri siti e il cliente non ha motivo di preferire il tuo. Aggiungi almeno qualche scatto tuo, come un dettaglio o il prodotto in uso, e controlla che la foto mostri la versione esatta che vendi.
Quante foto servono per ogni prodotto?
Dipende da quante domande ha il cliente. Un prodotto semplice ne chiede poche, uno con taglie, materiali o funzioni ne chiede di più. Fermati quando non resta nessuna domanda senza risposta, e guarda i motivi dei resi: ogni «non me lo aspettavo così» è una foto che manca.
Il fondo bianco è obbligatorio?
Sul tuo sito no: puoi scegliere lo stile che preferisci, purché sia lo stesso per tutto il catalogo. Google Merchant Center non impone un colore di sfondo, chiede un'immagine pulita e senza ostacoli. Alcuni marketplace invece lo richiedono per la foto principale: leggi le loro regole prima di scattare.
Posso generare le foto prodotto con l'IA?
Puoi usarla per ritocchi che non cambiano il prodotto, come lo sfondo o la luce. Un'immagine che mostra un prodotto diverso da quello spedito è una sorpresa all'apertura e quindi un reso, Google Shopping non accetta immagini generiche o segnaposto, e il regolamento sulla sicurezza dei prodotti chiede un'immagine che identifichi il prodotto in vendita. Deve essere quello.
Fonti
- web.dev: Web Vitals
- web.dev: Largest Contentful Paint
- Google Search Central: best practice per le immagini
- Guida di Google Merchant Center: specifiche dell'attributo immagine
- Google Search Central: indicizzazione mobile-first
- Regolamento UE 2023/988 (sicurezza generale dei prodotti)
- Direttiva UE 2019/882 (accessibilità)
- D.Lgs. 82/2022 su Normattiva
- AgID: linee guida sull'accessibilità dei servizi (4 marzo 2026)
- Direttiva UE 2011/83 (diritti dei consumatori)
Scritto dal team di Tauro Lab, web agency e software house di Torino. Chi siamo