Consulenza SEO a Torino: come scegliere il consulente, cosa deve consegnarti e come capire se lavora bene
Pubblicato il di Tauro Lab11 min di lettura
In breve Un consulente SEO lavora su cinque cose: stato tecnico del sito, contenuti, pagine della zona, scheda Google e collegamenti da altri siti. Per sceglierlo chiedi un audit con accesso in sola lettura, poi un registro scritto delle modifiche e un report con gli stessi numeri ogni volta: Search Console, scheda Google, richieste dei clienti. Diffida di chi garantisce il primo posto, tempi certi o un «rapporto speciale» con Google: Google stessa scrive che nessuno può garantire la prima posizione. Gli account restano intestati a te, e al consulente dai un accesso che togli tu a fine contratto.
Chi cerca una consulenza SEO a Torino di solito ha in mano due o tre proposte che non si somigliano: una parla di parole chiave, una di link, una promette la prima pagina. Qui trovi come leggerle: cosa fa un consulente, cosa deve consegnarti, come misurare il lavoro e cosa resta tuo a fine contratto.
Cosa fare per comparire su Google in città è in posizionamento su Google a Torino, il confronto con la pubblicità in Google Ads o SEO.
Cosa fa davvero un consulente SEO
Nella pagina hai bisogno di un esperto SEO? Google elenca i servizi utili di un consulente: esame di contenuti e struttura del sito, consigli tecnici su hosting, reindirizzamenti e pagine di errore, sviluppo dei contenuti, ricerca di parole chiave, formazione, competenza su zone e mercati precisi, ottimizzazione per l'AI generativa. Per un'azienda di zona diventano cinque aree.
| Area | Cosa fa | Cosa ti deve mostrare |
|---|---|---|
| Audit tecnico | Controlla che Google trovi le pagine giuste e che il sito funzioni bene da telefono | I problemi pagina per pagina, con causa e soluzione |
| Contenuti | Scrive o sistema le pagine dei servizi con le parole che usano i clienti | Le pagine prima e dopo, e chi le ha approvate |
| Pagine locali | Crea pagine solo per le zone dove lavori, ognuna con un contenuto suo | Cosa dice ogni pagina che le altre non dicono |
| Scheda Google | Sistema categorie, orari, servizi, foto e risposte alle recensioni | Le modifiche fatte e i numeri della scheda |
| Collegamenti | Cerca link da siti che c'entrano con te: associazioni, fornitori, testate locali | L'elenco dei siti e come è arrivato ogni link |
Attenzione alle pagine locali fotocopia: le norme antispam di Google citano tra le pagine doorway «più pagine o nomi di dominio scelti come target di regioni o città specifiche che rimandano gli utenti a un'unica pagina». Come farle bene è in farsi trovare in più comuni dell'area torinese; scheda e recensioni sono in SEO locale e social media.
Prima di cercarlo: ti serve davvero?
Non sempre. Google scrive: «Se gestisci una piccola attività locale, probabilmente puoi fare autonomamente gran parte del lavoro», e consiglia di partire dalla sua guida introduttiva alla SEO. Conoscere quelle basi ti serve comunque a capire se un consulente ti propone una tecnica sconsigliata. Per Google un ottimo momento per chiamarne uno è quando rifai il design del sito o ne lanci uno nuovo: in quel caso leggi anche rifare il sito web.
L'audit: la prova da chiedere prima del contratto
Il modo più semplice per capire come lavora un consulente è vederlo lavorare sul tuo sito. Per l'audit Google consiglia di concedere «solo l'accesso in lettura a Search Console», e scrive che l'audit «dovrebbe fornirti stime realistiche dei miglioramenti e del lavoro necessario per realizzarli». Un audit utile, per ogni problema, dice:
- quale pagina riguarda;
- cosa non va e dove lo ha visto, per esempio nel report Indicizzazione delle pagine di Search Console;
- cosa fare, chi lo fa, con che priorità;
- quale indicazione ufficiale di Google sostiene il consiglio.
L'ultima voce conta. Google ricorda che non approva strumenti SEO di terze parti, che questi strumenti «non hanno accesso ai dati di ranking interni di Google», e consiglia di confrontare i loro suggerimenti con la documentazione ufficiale. Un'esportazione automatica piena di punteggi non è un audit.
Cosa deve consegnarti, ogni mese
Tra le domande che Google suggerisce c'è questa: «Mi informerà su tutte le modifiche apportate al mio sito e mi fornirà informazioni dettagliate sui suoi suggerimenti e sui motivi che ne stanno alla base?». Il motivo è scritto poco sotto: «sei responsabile delle azioni delle aziende di cui ti servi». Chiedi quindi tre cose per iscritto:
- un registro delle modifiche: data, pagina o scheda, cosa è cambiato e perché;
- un report con gli stessi numeri ogni volta, confrontati con il punto di partenza;
- l'elenco degli accessi: chi entra in cosa, con quale ruolo, da quando.
Un report di sole posizioni non dice cosa è stato fatto. Il registro sì, e collega ogni cambiamento nei numeri a un lavoro preciso.
Come si misura il lavoro
Il primo strumento è il report sul rendimento di Search Console: i clic; le impressioni, cioè quante volte il sito è apparso nei risultati; il CTR, cioè i clic divisi per le impressioni; la posizione media, che Google definisce «posizione media del risultato mostrato più in alto relativo al tuo sito». La vista predefinita copre gli ultimi tre mesi: salva quei numeri il giorno in cui firmi.
Sulle posizioni serve prudenza. Google avverte che rifacendo una ricerca potresti non trovare il sito, perché i risultati cambiano con orario, luogo, dispositivo e cronologia di chi cerca: lo screenshot fatto dal tuo ufficio non è una misura. Le visite da AI Overview e AI Mode sono nello stesso report, nel tipo di ricerca «Web».
Il secondo strumento è il rendimento della scheda Google: chiamate, richieste di indicazioni stradali, clic al sito, messaggi. Comprende anche i dati di Google Ads: se fai pubblicità, una crescita lì non è per forza merito della SEO.
Il terzo sono le richieste che arrivano: telefonate, email, moduli. Fai segnare da dove arriva ogni cliente. Una volta al mese guarda anche il report Azioni manuali di Search Console: lì Google segnala quando un suo revisore ha stabilito che alcune pagine non rispettano le norme antispam.
Le promesse che devono metterti in allarme
Su molte promesse Google ha già risposto per iscritto.
| Promessa | Cosa scrive Google |
|---|---|
| Primo posto garantito, o una data per arrivarci | «Nessuno può garantire il raggiungimento della prima posizione nei risultati di Google» (hai bisogno di un esperto SEO?) |
| Tempi certi | Alcune modifiche possono essere applicate in poche ore, altre possono richiedere diversi mesi, e non tutte hanno un impatto tangibile (guida introduttiva alla SEO) |
| Un «rapporto speciale» con Google o l'«inclusione prioritaria» | Non fidarti di chi le vanta: Google «non accetta pagamenti per eseguire con maggiore frequenza la scansione di un determinato sito o per migliorarne il ranking» (come funziona la Ricerca) |
| Un metodo segreto | «Non ci sono segreti per far raggiungere automaticamente la prima posizione» al tuo sito; e sii prudente con chi non spiega chiaramente cosa intende fare |
| Tanti link in poco tempo | Comprare link per il ranking, gli scambi eccessivi e i programmi automatici sono link di spam |
| Un file speciale per comparire nelle risposte AI | Per AI Overview e AI Mode «non sono previsti requisiti aggiuntivi», e non servono file o markup AI (funzionalità di AI) |
Altri due segnali. Google chiede di diffidare delle email non richieste e scrive: «Non inserire mai un link al sito di un esperto SEO». Tra i link di spam c'è anche la richiesta di un link imposta da un contratto, senza la possibilità di qualificarlo. Se il contratto ti chiede il link del consulente nel piè di pagina, chiedi di toglierlo.
Le domande da fare prima di firmare
Fai le stesse domande a ogni consulente e chiedi le risposte per iscritto:
- Posso parlare con un tuo cliente? Google consiglia di chiedere ai clienti passati se il servizio è stato utile e se è stato facile lavorarci.
- Chi lavora sul mio sito, e con quali accessi?
- Cosa misuri, da quale punto di partenza, ogni quanto?
- Da quali siti cerchi i collegamenti, e paghi qualcuno per averli?
- Chi scrive i testi e chi li approva?
- I tuoi consigli citano la documentazione ufficiale di Google? Lo suggerisce Google stessa.
- Come si esce dal contratto, e cosa mi consegni quel giorno?
Ascolta anche le sue domande: per Google un consulente dovrebbe chiederti cosa rende unica la tua attività, chi sono i tuoi concorrenti e come ti trovano i clienti. Se ti manda subito un pacchetto senza chiedere niente, è già una risposta.
A fine contratto: di chi sono accessi e contenuti
La regola è una: gli account sono dell'azienda e il consulente entra come ospite. Così, quando il rapporto finisce, sei tu a chiudere la porta.
Search Console
Search Console prevede due tipi di proprietari e due di utenti: il proprietario verificato, che dimostra la proprietà con un token sul sito, per esempio un file HTML; il proprietario delegato, nominato da un proprietario verificato senza token; l'utente con accesso completo, che vede tutti i dati e può fare alcune azioni; l'utente con restrizioni, che può solo visualizzare la maggior parte dei dati. Fai in modo che il proprietario verificato sia un account dell'azienda: al consulente basta un ruolo da utente.
A fine lavoro togli l'accesso da Impostazioni, Utenti e autorizzazioni. Se era proprietario verificato, Google raccomanda di eliminare anche tutti i suoi token di verifica, altrimenti potrà verificarsi di nuovo: li trovi alla voce Token di proprietà inutilizzati.
Scheda dell'attività su Google
Il profilo dell'attività ha proprietari e gestori, e un solo proprietario principale. I gestori fanno quasi tutto, tranne aggiungere o rimuovere utenti ed eliminare il profilo: è il ruolo giusto per un consulente, con il suo account Google. Ogni utente deve avere il proprio, scrive Google, per non dover condividere la password.
Se oggi il proprietario principale è il consulente, fatti trasferire la proprietà principale: può farlo solo lui. Non lasciarlo all'ultimo giorno, perché chi è appena stato aggiunto al profilo deve attendere sette giorni prima di diventare proprietario principale o rimuovere altri utenti.
Dominio, testi e foto
Dominio e hosting seguono la stessa regola: come controllarli è in come scegliere una web agency a Torino. Per testi e foto prodotti dal consulente, scrivi nel contratto che restano tuoi anche dopo; perché serve una riga scritta è spiegato in web agency o freelance.
Cosa non può fare nessuno
Nessun consulente controlla l'algoritmo di Google:
- Google non accetta mai denaro per includere o posizionare i siti nei risultati, e la pubblicità con Google non ha effetto sui risultati normali (hai bisogno di un esperto SEO?);
- rispettare requisiti e best practice di Google non garantisce che una pagina venga scansionata, indicizzata o mostrata (Nozioni di base sulla Ricerca);
- diverse volte all'anno Google cambia in modo ampio i suoi sistemi con gli aggiornamenti principali, e le posizioni «non sono statiche o fisse»;
- nei risultati locali «non è possibile richiedere o acquistare un posizionamento migliore» (ranking locale).
Un consulente può quindi impegnarsi sul lavoro, non sul risultato: cosa farà, in che ordine, come te lo mostra. Se una proposta parla solo di risultati, manca la parte che puoi controllare.
Da dove partire
Prima di sentire chiunque, segna tre numeri: clic e impressioni degli ultimi tre mesi in Search Console, chiamate e richieste di indicazioni della scheda Google, richieste arrivate in un mese. Poi controlla chi ha accesso oggi a Search Console e alla scheda, e togli chi non lavora più con te.
La pagina SEO di Tauro Lab spiega come lavoriamo: audit, scheda Google, contenuti, collegamenti, report mensili. Se vuoi un parere sulla proposta che hai ricevuto, scrivici.
Domande frequenti
Quanto costa una consulenza SEO a Torino?
Dipende da cosa c'è dentro: solo l'audit, l'audit con le modifiche, oppure un lavoro che continua su contenuti, scheda e collegamenti. Chiedi a ogni consulente di elencare le stesse voci, con chi fa cosa: solo così due proposte si possono confrontare.
Devo dare al consulente la password del mio account Google?
No. In Search Console lo aggiungi come utente con il suo account Google; nel profilo dell'attività lo inviti come gestore. Google chiede che ogni utente abbia il proprio account, per non dover condividere la password. Così l'accesso lo togli tu, quando vuoi.
Un consulente di Torino lavora meglio di uno di fuori?
Non per forza. Tra le domande suggerite da Google c'è «Che esperienza ha nel mio paese/nella mia città?»: conoscere la zona aiuta con le pagine locali. Il lavoro però passa da accessi e report, quindi valgono le stesse regole: audit in sola lettura, registro delle modifiche, account intestati a te.
Cosa faccio se dopo il lavoro il sito è sparito da Google?
Apri Search Console e guarda due report: Azioni manuali, e Indicizzazione delle pagine, che mostra quali pagine non sono indicizzate e perché. Poi confronta le date con il registro delle modifiche. Se pensi di essere stato ingannato da un consulente, per le aziende fuori dagli Stati Uniti Google indica econsumer.gov per i reclami.
Fonti
- Google Search Central: Hai bisogno di un esperto SEO?
- Google Search Central: Guida introduttiva alla SEO
- Google Search Central: Come funziona la Ricerca Google
- Google Search Central: Nozioni di base sulla Ricerca Google
- Google Search Central: Norme antispam per la Ricerca Google
- Google Search Central: Aggiornamenti principali della Ricerca Google
- Google Search Central: Funzionalità di AI e il tuo sito web
- Guida di Search Console: gestire utenti, proprietari e autorizzazioni
- Guida di Search Console: report sul rendimento
- Guida di Search Console: report Indicizzazione delle pagine
- Guida di Search Console: report Azioni manuali
- Guida di Profilo dell'attività su Google: proprietari e gestori
- Guida di Profilo dell'attività su Google: trasferire la proprietà principale
- Guida di Profilo dell'attività su Google: rendimento del profilo
- Guida di Profilo dell'attività su Google: come migliorare il ranking locale
Scritto dal team di Tauro Lab, web agency e software house di Torino. Chi siamo