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Sito web per un ristorante a Torino: menu, prenotazioni, recensioni e cosa è cambiato nel 2026

Pubblicato il di Tauro Lab9 min di lettura

In breve Il sito di un ristorante o di un bar a Torino deve rispondere dal telefono in pochi secondi: cosa si mangia, dove siete, se siete aperti, come si prenota. Serve un menu come pagina web e non come PDF, la scheda Google con menu e pulsante di prenotazione, foto vere. Dal 7 aprile 2026 la legge 34/2026 fissa regole nuove sulle recensioni di ristoranti e strutture turistiche.

Chi cerca dove mangiare lo fa dal telefono, spesso per strada e con poca pazienza. Vuole sapere cosa c'è nel menu, se sei aperto adesso, come si arriva e se può prenotare. Se il sito risponde a tutto questo prima che si debba scorrere, hai fatto la parte difficile. Se invece bisogna scaricare un PDF e ingrandirlo con due dita, di solito si apre il locale accanto.

Due numeri per capire dove sei. Nella città metropolitana di Torino a fine 2025 c'erano 15.248 imprese di alloggio e ristorazione: i ristoranti sono il 40,2% e crescono dell'1,1%, i bar e le caffetterie il 34,8% e calano dell'1,7%, l'asporto l'11,9%, secondo il rapporto Natimortalità delle imprese 2025 della Camera di commercio. Nello stesso anno Torino ha avuto 1,8 milioni di arrivi turistici e 4,7 milioni di presenze, in crescita del 6,7%, e in Piemonte il 53% delle presenze è straniero, dati della Regione. Tradotto: molti locali intorno a te, e sempre più clienti che non conoscono la città e decidono dal telefono.

La prova dei 60 secondi sul tuo sito web di ristorante a Torino

Prendi il telefono, metti il timer e fai quello che farebbe un cliente: cerca il nome del locale su Google; apri il sito dalla scheda; trova il menu e leggi un prezzo senza ingrandire; trova gli orari di oggi; tocca il numero e guarda se parte la chiamata; trova come si prenota. Se non ci stai in un minuto, o se a un passaggio ti sei fermato, quello è il punto da sistemare per primo. Google indicizza soprattutto la versione per telefono dei siti: la prova vale anche per lei.

Cosa mettere nella home

In alto, senza scorrere: il nome e il tipo di locale con le parole di un cliente, come «osteria piemontese», «pizzeria», «bar con aperitivo»; gli orari di oggi e il telefono che si chiama con un tocco; l'indirizzo con il collegamento che apre la mappa; due pulsanti, guarda il menu e prenota. Più sotto qualche foto vera e le informazioni pratiche: dehors, accesso in carrozzina, gruppi, cani. Se lavori in centro o vicino a Porta Nuova, Porta Susa e al Lingotto, una versione in inglese delle stesse quattro cose non è un lusso: è dove passano quei 1,8 milioni di arrivi.

Il menu: una pagina web, non un PDF

Il PDF è comodo per chi lo carica e scomodo per chi lo legge: sul telefono costringe a ingrandire e trascinare, e se è la scansione di un menu stampato il testo è un'immagine che non si cerca e non si traduce. Meglio una pagina con il testo vero, divisa per sezioni, con il prezzo accanto a ogni piatto e la data dell'ultimo aggiornamento. I piatti fissi stanno nella pagina del menu, quelli del giorno in un riquadro che cambi in un minuto.

Il menu va anche nella scheda Google. Dal profilo puoi inserirlo voce per voce o indicare il link alla pagina del menu, e c'è una funzione, dichiarata sperimentale, che genera il menu da una foto o da un PDF: controlla il risultato prima di pubblicarlo, perché i prezzi sbagliati li legge il cliente, non Google.

Allergeni: cosa è obbligo e cosa è cortesia

Qui conviene essere precisi, perché in rete si legge di tutto. Per chi somministra alimenti non preimballati, il decreto legislativo 231/2017, articolo 19 chiede che le sostanze allergeniche dell'allegato II del regolamento europeo 1169/2011 siano indicate per ogni singolo piatto, prima che il cibo sia servito, sul menu, su un registro, su un cartello o con un sistema equivalente anche digitale; se usi un sistema digitale, le informazioni devono esistere anche in una documentazione scritta facile da trovare per il cliente e per chi controlla. In alternativa puoi scrivere sul menu che alcuni piatti possono contenere allergeni e che il personale è a disposizione, sempre con la documentazione scritta pronta. Tutto in italiano, visibile e leggibile.

CosaObbligo o scelta
Allergeni per ogni piatto, prima che venga servito, in salaObbligo, articolo 19 comma 8
Documentazione scritta a disposizione, anche se usi tablet o QRObbligo
Avviso sul menu che rimanda al personaleAlternativa ammessa, con la documentazione scritta pronta
Icone degli allergeni nel menu onlineScelta utile, purché coincida con quello che dici in sala
«Senza glutine» o «adatto a celiaci» sul sitoScrivilo solo se lo puoi garantire davvero in cucina

La legge regola l'informazione nel locale, non il sito. Mettere gli allergeni anche nel menu online è una cortesia che molti clienti apprezzano, ma le due versioni devono dire la stessa cosa. Per il tuo caso, e per le sanzioni, chiedi al tuo consulente o all'associazione di categoria.

Prenotazioni: telefono, modulo, piattaforma o Google

Non c'è un sistema giusto per tutti. Dipende da quanti coperti hai e da chi risponde durante il servizio.

CanaleCosa costaAttenzione
Telefono e WhatsAppNienteQualcuno deve rispondere mentre si lavora; scrivi sul sito in che orari si può chiamare
Modulo sul sitoIl sitoChiede poco: nome, telefono, giorno, ora, persone. Qualcuno deve confermare, altrimenti il cliente non sa se ha il tavolo
Pulsante «Prenota» sulla scheda GoogleIl link al tuo sistema lo aggiungi tu dal profilo; con un fornitore partner paghi il fornitoreDal profilo puoi anche togliere i link di prenotazione di terzi che non hai chiesto
Piattaforma di prenotazioneUna quota per coperto o un canone, diversi da una all'altraChiedi per iscritto come si calcola il costo e cosa succede se lo stesso cliente prenota poi dal tuo sito

Nome e telefono raccolti dal modulo sono dati personali: serve una breve informativa e vale il regolamento europeo sulla protezione dei dati. Per il testo giusto, senti un consulente.

Recensioni: le regole del 2026

Dal 7 aprile 2026 è in vigore la legge 11 marzo 2026, n. 34, che ha un capo dedicato alle recensioni di ristoranti e strutture turistiche. L'articolo 19 dice che una recensione è lecita se chi la scrive ha davvero usato il servizio e la pubblica entro trenta giorni; si presume autentica se accompagnata dalla prova di una documentazione fiscale; non è lecita se nasce da sconti o altri vantaggi offerti dal locale; dopo due anni dalla pubblicazione non è più considerata lecita. Il titolare, o un suo delegato, può segnalare alla piattaforma le recensioni che non rispettano questi requisiti per chiederne la rimozione. L'articolo 20 vieta di comprare e vendere recensioni, apprezzamenti e interazioni, e affida all'Autorità garante della concorrenza i poteri di indagine e sanzione. La legge non si applica alle recensioni già pubblicate prima del 7 aprile 2026.

Per te vuol dire tre cose pratiche. Il cartoncino «lasciaci una recensione e ti offriamo il caffè» va tolto: oltre a essere contro le regole di Google, che vietano le recensioni incentivate, rende la recensione illecita per legge. Chiedere una recensione a chi è appena uscito contento resta lecito, senza nulla in cambio. E quando segnali una recensione sospetta alla piattaforma, cita i requisiti dell'articolo 19. Una cosa in più per il sito: le linee guida di Google sui dati strutturati non ammettono le stelline con le recensioni della propria attività sulle proprie pagine, quindi il widget che le copia dalla scheda non ti darà le stelle nei risultati di ricerca.

Sulle recensioni le regole sono nuove e un caso concreto va letto con un avvocato: quello che sta qui è il testo della legge, non un parere.

Foto: poche, vere e leggere

Servono foto vere dei piatti, del locale e di chi ci lavora: quelle da archivio si riconoscono. Con il telefono si fa molto: luce vicino a una finestra, piatto visto dall'alto, piano pulito, niente flash. Prima di caricarle ridimensionale e comprimile, e scrivi un testo alternativo per ognuna, come spiega Google per le immagini.

Come si presenta il locale su Google

Quando qualcuno cerca «aperitivo» con il nome di un quartiere, Google mostra la mappa con le schede dei locali e per ordinarle guarda pertinenza, distanza e popolarità. La distanza non la scegli, sugli altri due lavori: la categoria giusta, orari aggiornati comprese ferie e festivi, foto vere, risposte alle recensioni anche negative.

A Torino c'è una cosa in più da fare: gli orari speciali nei giorni grossi. Il Salone del Libro a maggio al Lingotto, Terra Madre Salone del Gusto dal 24 al 27 settembre 2026 per la prima volta nel centro storico, Artissima dal 30 ottobre al 1° novembre all'Oval, le Nitto ATP Finals a novembre all'Inalpi Arena, confermate a Torino anche per il 2027. Se in quei giorni apri prima, chiudi dopo o non accetti prenotazioni, scrivilo nella scheda e sul sito la settimana prima.

Quando serve anche un gestionale

Se le prenotazioni arrivano da telefono, WhatsApp, sito, Google e piattaforma e le riporti a mano su un quaderno, prima o poi due tavoli si sovrappongono. Con pochi coperti basta spesso un calendario condiviso. Se i canali sono tanti, o gestisci anche eventi e magazzino, può convenire un gestionale costruito sul modo in cui lavori.

Fai la prova e scrivi la lista

Fai la prova dei 60 secondi, poi apri la scheda Google e controlla menu, orari e pulsante di prenotazione, poi togli dal bancone qualunque cartoncino che prometta qualcosa in cambio di una recensione. Quello che ti ha fatto perdere tempo è la lista delle cose da sistemare.

Se la lista ti sembra lunga, puoi scriverci raccontando il locale: una parte puoi sistemarla da solo. Cosa facciamo lo trovi nella pagina dei siti web di Tauro Lab, che ha sede a Torino.

Domande frequenti

Un locale piccolo ha davvero bisogno di un sito?

Se la scheda Google è curata, con menu, orari e pulsante di prenotazione, per un periodo può bastare. Il sito serve quando vuoi un menu leggibile e traducibile, prenotazioni dirette e una pagina tua, senza dipendere da una piattaforma. Bastano poche pagine, ben fatte.

Posso tenere il menu solo su Instagram?

Per i piatti del giorno sì. Come menu fisso no: chi cerca da Google non sempre ha un account, un post si perde tra gli altri e il testo dentro un'immagine non si traduce né si cerca.

Posso chiedere le recensioni ai clienti?

Sì, a voce o con un messaggio, senza offrire nulla in cambio. Le regole di Google vietano le recensioni incentivate e per ristoranti e strutture turistiche la legge 34/2026 rende illecita una recensione nata da sconti o vantaggi. Chiedere a chi è appena uscito contento resta il modo giusto.

Serve il menu in inglese?

Se lavori in centro, vicino alle stazioni o al Lingotto, sì: nel 2025 Torino ha avuto 1,8 milioni di arrivi turistici. Fallo rivedere da chi conosce la cucina: una traduzione automatica sbaglia proprio i nomi dei piatti, e sugli allergeni un errore pesa.

Fonti

Scritto dal team di Tauro Lab, web agency e software house di Torino. Chi siamo

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