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Sito web professionale: da dove iniziare, nell'ordine giusto

Pubblicato il di Tauro Lab8 min di lettura

In breve Per un sito web professionale si parte dall'obiettivo, non dalla grafica: una frase che dice cosa deve fare chi arriva. Poi i materiali (testi, foto, dati aziendali), dominio e caselle email a tuo nome, gli obblighi di legge come la partita IVA in home page e l'informativa privacy, e infine il fornitore, scelto con domande precise. I risultati su Google arrivano in settimane o mesi, non il giorno dopo.

Si inizia da una frase, non da un preventivo: "Chi arriva sul sito deve...". Chi non ha mai fatto un sito di solito parte dalla fine, cioè dai colori e dai siti dei concorrenti, chiede un prezzo senza sapere cosa chiedere e poi si ferma perché mancano i testi o non è chiaro chi decide. L'ordine giusto per un sito web professionale è un altro, ed è più corto di quanto sembri: obiettivo, materiali, dominio, obblighi di legge, fornitore. Qui lo trovi passo per passo, con un controllo che fai da solo in cinque minuti.

Da dove iniziare con un sito web professionale: la frase da completare

Completa la frase "Chi arriva sul sito deve..." con un verbo solo: chiamarmi, prenotare, chiedere un preventivo, comprare. Se ti vengono tre verbi, scegli quello che vale di più e metti gli altri dopo, altrimenti il visitatore vede tre pulsanti e non ne tocca nessuno. Da quella frase discende il tipo di sito:

  • un sito vetrina di poche pagine, che dice chi sei, cosa fai, dove e come contattarti: per un'attività piccola è spesso tutto quello che serve, come spiega sito web per artigiano e piccola impresa;
  • un sito con molti servizi da spiegare, con una pagina per ciascuno;
  • un negozio online, che è un altro lavoro, con catalogo, pagamenti, spedizioni, resi e regole proprie: ne parliamo nella pagina e-commerce;
  • una pagina singola per una campagna o un evento, che vive poco e ha un solo scopo.

Chi decide: una persona sola

È il passo che nessuno scrive nelle guide e che blocca più progetti dei soldi. Decidi chi approva le bozze e in quanti giorni risponde. Se approvano in tre, con il socio che guarda il venerdì e il cugino che commenta la domenica, ogni giro dura due settimane. Una persona, una settimana, scritto nel preventivo.

La cartella dei materiali

Apri una cartella sul computer e riempila prima di parlare con chiunque. Non deve essere perfetta: deve esistere. Più porti, meno ore paghi e meno lavoro si rifà.

  • i testi, anche come appunti o come messaggio vocale trascritto: chi sei, cosa fai, per chi, in che zona. Scrivili come li diresti a un cliente al telefono;
  • le cinque domande che i clienti ti fanno sempre: sono le risposte che il sito deve dare per prime;
  • foto vere dell'attività, del posto e del lavoro, nitide e con buona luce, anche fatte con il telefono;
  • i dati aziendali: ragione sociale, partita IVA, indirizzo, telefono, orari, e per le società i dati del registro delle imprese;
  • due siti che ti piacciono e uno che non ti piace, con il motivo in una riga;
  • logo e colori, se li hai; se non li hai, dillo subito, perché è un lavoro a parte.

Sui testi vale una regola che Google scrive nella sua guida ai contenuti utili: scrivere per le persone che leggono, non per i motori di ricerca, e dire cose che chi legge non trova già altrove. Racconta come lavori, cosa succede dopo la chiamata, cosa costa di più e perché. Le frasi di circostanza le salta chiunque.

Un esempio inventato: una parrucchiera apre il suo salone, la frase è "chi arriva deve prenotare". Nella cartella mette dieci foto fatte col telefono, i servizi con i tempi, gli orari e le tre domande che riceve sempre. Quando parla con chi fa il sito, il lavoro è quasi solo costruire.

Dominio, hosting e caselle email: a tuo nome

Il dominio è l'indirizzo, come tuaazienda.it. L'hosting è lo spazio dove il sito vive. Le caselle email con il tuo dominio sono una terza cosa. Tutte e tre hanno un rinnovo periodico e un intestatario. Se chi ti fa il sito le intesta a sé, in caso di litigio o di chiusura rischi di perdere indirizzo, sito e posta nello stesso giorno. Il fornitore può gestirle per te, ma il titolare sei tu.

Controllo da cinque minuti, anche su un dominio che hai già: per un .it cerca il nome sul whois pubblico del Registro .it e leggi chi risulta Registrante, cioè il titolare. Se compare il nome dell'agenzia e non il tuo, chiedi il cambio di intestatario prima di fare altro. Per le altre estensioni guarda nel pannello del registrar. Poi segna in agenda la scadenza.

Quello che la legge chiede a un sito aziendale

Le guide su come iniziare un sito saltano quasi sempre questa parte, e poi arriva la multa o il banner fatto male. Questa tabella è un elenco di cose da chiedere a chi realizza il sito e al tuo consulente, non un parere legale: i testi li fa controllare un professionista.

CosaChi riguardaDove sta scritto
Partita IVA in home pagechiunque abbia partita IVA e un sito, anche solo pubblicitarioart. 35 DPR 633/1972, in vigore fino al 31 dicembre 2026, poi sostituito dal testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026)
Sede, registro delle imprese e numero di iscrizione, capitale versato, eventuale liquidazione, socio unicosocietà di capitali (srl, spa, sapa)art. 2250 codice civile
Informativa privacychi raccoglie dati personali, basta un modulo di contattoRegolamento (UE) 2016/679, art. 13
Banner cookie fatto benechi usa cookie non tecnici, per esempio statistiche o pubblicitàlinee guida del Garante del 10 giugno 2021: lo scroll non è consenso, si deve poter rifiutare chiudendo il banner
Requisiti di accessibilitàe-commerce e altri servizi elencati, dal 28 giugno 2025; microimprese esentateD.Lgs. 82/2022
Avviso che si parla con una macchinachi mette sul sito un assistente con intelligenza artificiale che dialoga con le personeregolamento europeo sull'IA, obblighi di trasparenza in vigore dal 2 agosto 2026

Se queste righe non compaiono nel preventivo, chiedi chi se ne occupa. "Ci pensa il cliente" è una risposta legittima, purché sia scritta prima e non scoperta dopo.

Cosa chiedere a chi lo realizza

Le risposte contano più del sito di chi le dà. Portati queste domande e ascolta come rispondono:

  • il sito si vedrà bene dal telefono? Google indicizza partendo dalla versione mobile, quindi è la versione che conta;
  • posso vedere tre siti simili al mio, già online, e provare il pannello con cui li aggiornano?
  • chi scrive i testi e chi sceglie le foto, e cosa succede se li porto io?
  • a chi sono intestati dominio, hosting e caselle, e quando mi date le credenziali?
  • cosa è incluso dopo il lancio, per quanto tempo e in quanto tempo rispondete?
  • se un giorno smettiamo di lavorare insieme, cosa porto via e in che formato?

I tempi li decide soprattutto la consegna dei materiali: se i testi arrivano a pezzi, tutto si ferma. Chiedi un calendario con le date in cui tocca a te. Per capire se ti serve un'agenzia o un singolo professionista c'è web agency o freelance, per leggere i preventivi quanto costa un sito web.

Dopo la pubblicazione: Google, risposte con intelligenza artificiale e Search Console

Un sito appena pubblicato non porta richieste da Google il giorno dopo. Nella guida introduttiva alla SEO Google scrive che alcune modifiche si vedono in poche ore e altre possono richiedere diversi mesi, e consiglia di aspettare qualche settimana prima di valutare. Nel frattempo il sito lavora per chi ti conosce già: lo mandi ai clienti, lo metti sul biglietto da visita e sui social.

Oggi Google mostra spesso una risposta scritta dall'intelligenza artificiale sopra i risultati. Nella sua pagina sulle funzioni IA spiega che non servono marcature o ottimizzazioni speciali per comparirci: il sito deve essere indicizzato e avere contenuti utili, come per la ricerca normale. Chi ti vende un servizio "per finire nelle risposte IA" sta vendendo la SEO di sempre con un nome nuovo.

Appena il sito è online, fatti dare l'accesso a Google Search Console: è gratuita e ti mostra se Google ha indicizzato le pagine, con quali ricerche compari e se ci sono errori. L'accesso deve essere tuo, con il fornitore aggiunto come utente. Come impostiamo il lavoro di fondo lo trovi nella pagina SEO.

Mezz'ora, oggi

Scrivi la frase "Chi arriva sul sito deve...". Apri la cartella e mettici tre paragrafi su di te, le foto che hai e i dati aziendali. Se hai già un dominio, controlla chi ne risulta titolare. Decidi chi approva. È lavoro utile anche se poi aspetti sei mesi.

Quando la cartella c'è, parlane con qualcuno. Nella pagina siti web trovi come lavoriamo; se vuoi un parere su quello che hai raccolto, anche in appunti, scrivici.

Domande frequenti

Posso fare il sito da solo e farlo sistemare dopo da un professionista?

Si può, ma decidilo prima. Un sito costruito senza progetto spesso si rifà invece di ritoccarlo, perché struttura e testi sono nati senza obiettivo. Se vuoi risparmiare, prepara tu la cartella dei materiali: è lì che si riducono le ore di chi lo realizza.

Meglio un dominio .it o .com?

Se lavori in Italia e il nome è libero, il .it è la scelta naturale e il Registro .it ti permette di controllare pubblicamente chi ne è titolare. Il .com ha senso se vendi all'estero o se il .it è occupato. Quello che conta davvero è che l'intestatario sia tu e che la scadenza sia segnata.

Quanto ci vuole per avere il sito online?

Dipende dal tipo di sito e da quanto in fretta consegni testi e foto. Chiedi un calendario scritto con le tue scadenze oltre a quelle del fornitore. Un sito vetrina richiede meno di un negozio online, e un progetto collegato ad altri programmi richiede più prove.

Mi serve una casella email con il mio dominio?

Sì: info@tuaazienda.it ispira più fiducia di un indirizzo generico ed è tua, non del fornitore di posta gratuita. Chiedi che sia prevista nel progetto, a chi è intestata e da dove la gestisci, così aggiungi o togli caselle senza dipendere da nessuno.

Fonti

Scritto dal team di Tauro Lab, web agency e software house di Torino. Chi siamo

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