Quanto costa un sito web: come si forma il prezzo e come leggere un preventivo
Pubblicato il di Tauro Lab8 min di lettura
In breve Un sito web costa da qualche centinaio di euro, se lo costruisci da solo, a diverse migliaia se lo realizza un professionista con testi, grafica e funzioni dedicate. Una guida italiana del 2024 indica da 700 a 2.000 euro per un sito di cinque pagine e da 3.500 a 15.000 per un e-commerce. Sono stime: il prezzo vero sono ore di lavoro, più dominio, hosting e manutenzione ogni anno.
Quanto costa un sito web? Da qualche centinaio di euro a diverse migliaia, e la forbice non si chiude finché non dici cosa deve fare il sito. Non è una risposta evasiva: il prezzo di un sito sono ore di lavoro, e le ore dipendono da pagine, testi, funzioni e da chi fa cosa. Qui trovi le cifre che circolano con la loro fonte, le voci che le fanno salire, i costi che restano dopo il lancio e un modo semplice per capire se un preventivo è completo o se gli manca una riga.
Quanto costa un sito web: le cifre che circolano e cosa valgono
Le fasce qui sotto vengono da una guida di Punto Informatico pubblicata nell'ottobre 2024, una delle poche in italiano che mette dei numeri e spiega da dove arrivano. Le riportiamo come ordine di grandezza, non come listino: Tauro Lab non pubblica prezzi, perché un preventivo serio arriva dopo aver capito il progetto, non prima.
| Tipo di sito | Fascia indicata dalla guida | Cosa presuppone di solito |
|---|---|---|
| Pagina singola | da 600 a 800 euro | una sola pagina, testi e foto forniti da te, grafica da modello |
| Sito classico, almeno 5 pagine | da 700 a 2.000 euro | struttura standard, contenuti pronti, nessun collegamento ad altri programmi |
| Sito editoriale o blog, oltre 15 pagine | da 1.300 a 2.100 euro | molte pagine simili tra loro, poco lavoro grafico per pagina |
| E-commerce | da 3.500 a 15.000 euro | catalogo, pagamenti e spedizioni; numero di prodotti e collegamento al gestionale spostano molto la cifra |
Due avvertenze. La prima: quelle cifre danno per scontato che testi e foto arrivino da te e che la grafica parta da un modello. Tutto quello che manca si aggiunge. La seconda: una cifra detta al telefono prima di qualunque domanda è il prezzo di un sito qualsiasi, non del tuo.
Il prezzo sono ore: le voci che lo fanno salire
Dietro ogni preventivo c'è lo stesso conto: ore di lavoro per una tariffa, più i costi vivi come dominio e hosting. Se sai quali voci mangiano ore, sai leggere il prezzo.
Tipi di pagina, non numero di pagine
Dieci pagine di servizi fatte con lo stesso schema costano poco più di tre. Una pagina con un calcolatore di preventivi, un'area riservata o un modulo che scrive nel gestionale costa più di dieci pagine di testo. Quando confronti due offerte, conta i tipi di pagina diversi, non le pagine.
Testi e foto
Sono la voce che sparisce più spesso dai preventivi e ricompare dopo. Se i testi li scrivi tu e le foto le hai, il lavoro si riduce a impaginare. Se li deve produrre qualcuno, sono ore di scrittura, interviste, uno scatto fotografico: è giusto che si paghino, ma devono essere scritti nel preventivo, non scoperti alla seconda riunione.
Funzioni e collegamenti
Prenotazioni, pagamenti, seconda lingua, area clienti, collegamento con il gestionale o con il magazzino. Ogni funzione porta con sé progettazione, programmazione e prove, e spesso un servizio esterno con un canone. Togli quelle che non useresti nel primo anno: si aggiungono dopo, su un sito che intanto lavora.
Grafica da modello o disegnata per te
Un modello ben adattato va bene per molte attività e costa meno. La grafica disegnata da zero ha senso quando devi distinguerti da concorrenti che vendono cose simili alle tue. Chi ti fa il preventivo dovrebbe dirti anche quando il modello basta.
Quello che la legge chiede comunque
Alcune cose non sono opzioni e vanno in ogni preventivo. Chi ha partita IVA e un sito deve indicarla in home page: lo dice l'art. 35 del DPR 633/1972, in vigore fino al 31 dicembre 2026 e poi sostituito dal nuovo testo unico IVA (D.Lgs. 10/2026): chiedi al commercialista il riferimento aggiornato. Le società di capitali devono riportare anche sede, registro delle imprese con numero di iscrizione, capitale versato, eventuale liquidazione e socio unico (art. 2250 del codice civile). Un modulo di contatto raccoglie dati personali, quindi serve l'informativa privacy. Se il sito usa cookie non tecnici, il banner deve seguire le linee guida del Garante del 10 giugno 2021: lo scorrimento non vale come consenso e si deve poter rifiutare chiudendo il banner. I testi legali li fa controllare un professionista, non il grafico.
Se vendi online
Un negozio online ha regole che diventano ore di progettazione. Il consumatore ha quattordici giorni per il recesso (art. 52 del Codice del consumo), quindi resi e rimborsi vanno disegnati nel percorso d'acquisto. Il pulsante finale deve dire "ordine con obbligo di pagare" o una formula equivalente, altrimenti il consumatore non è vincolato (art. 51, comma 2). E dal 28 giugno 2025 i servizi di commercio elettronico devono rispettare i requisiti di accessibilità del D.Lgs. 82/2022, che attua l'European Accessibility Act; sono esentate le microimprese, cioè meno di dieci persone e non oltre due milioni di fatturato o di bilancio annuo. Cosa comporta costruire un negozio lo trovi nella pagina e-commerce.
I costi che restano dopo il lancio
Il prezzo del sito è un conto, tenerlo in vita è un altro. Le cifre cambiano con piattaforma e fornitore, ma queste voci devono avere una risposta scritta:
- dominio e hosting, con rinnovo annuale, intestati a te;
- aggiornamenti del software e controlli di sicurezza: chi li fa e ogni quanto;
- modifiche a testi, foto e prezzi: le fai tu dal pannello o le paghi a ore;
- servizi esterni con canone: prenotazioni, email con il tuo dominio, chat;
- per un e-commerce, commissioni sui pagamenti e canone della piattaforma, se c'è;
- la pubblicità a pagamento, che è un budget separato e va deciso a parte.
Quanto pesano dipende da come il sito è costruito: con molti componenti di terzi gli aggiornamenti sono più frequenti, su un sito programmato per te dipende da chi lo segue. Il confronto è in WordPress o sviluppo su misura.
Il test della riga mancante
Prendi il preventivo e cerca queste righe. Ognuna che manca è un costo che arriverà dopo o un diritto che non hai. Non serve essere tecnici: basta leggere.
- Dominio e hosting intestati a te, con le credenziali consegnate alla fine.
- Chi scrive i testi e chi fornisce le foto, pagina per pagina.
- L'elenco delle pagine e delle funzioni, con un nome per ciascuna.
- Partita IVA in home page, informativa privacy e banner cookie, se servono.
- Titoli e descrizioni delle pagine per Google, scritti e non lasciati vuoti.
- Se stai rifacendo un sito, i redirect dagli indirizzi vecchi ai nuovi.
- Un'ora di formazione sul pannello, se dovrai modificare i contenuti da solo.
- Cosa succede dopo il lancio: cosa è incluso, per quanto tempo e in quanto tempo rispondono.
Il preventivo più basso spesso è il più basso perché manca la riga 1 o la riga 6. Chiedi di aggiungerle e confronta di nuovo: a volte l'ordine si inverte.
Il costo a tre anni, con cifre inventate
Un'impresa di impianti riceve due preventivi per sei pagine. Il primo chiede 1.200 euro e un canone obbligatorio di 50 euro al mese per "gestione e hosting", con il dominio intestato al fornitore. Il secondo chiede 2.400 euro, dominio e hosting a nome dell'impresa per circa 120 euro l'anno, e modifiche pagate a ore quando servono, diciamo 200 euro l'anno.
A tre anni il primo costa 1.200 più 1.800 di canoni, cioè 3.000 euro, e alla fine il dominio non è dell'impresa. Il secondo costa 2.400 più 360 più 600, cioè 3.360 euro, e tutto è intestato a lei. Il metodo conta più dei numeri: somma tre anni, poi guarda cosa possiedi alla fine. Per sapere da cosa dipende il costo di un rifacimento, c'è rifare il sito web: quando e come.
Mezza pagina prima di chiedere preventivi
Scrivi in mezza pagina cosa deve fare il sito, chi lo userà, quali funzioni servono nel primo anno e chi fornirà testi e foto. Mandala uguale a tutti: così i preventivi parlano della stessa cosa e il test della riga mancante funziona. Per i passi in ordine c'è sito web professionale: da dove iniziare; per scegliere a chi mandarla, web agency o freelance.
Noi facciamo un preventivo solo dopo aver fatto domande, e scriviamo tutte le righe dell'elenco qui sopra. Cosa facciamo lo trovi nella pagina siti web; per partire dalla tua attività, scrivici.
Domande frequenti
Conviene un preventivo a corpo o a ore?
Per un sito con pagine e funzioni definite conviene a corpo, con l'elenco di cosa è incluso. Chiedi comunque quante ore sono state stimate per voce: se il fornitore non sa dirtelo, il prezzo non è stato costruito, è stato indovinato. Le modifiche dopo il lancio vanno bene a ore, con una tariffa scritta.
Si può pagare a tappe?
È la pratica normale: una parte alla firma, una all'approvazione della bozza, una alla pubblicazione. Ogni tappa deve corrispondere a qualcosa che vedi. Diffida di chi chiede tutto in anticipo e di chi non vuole l'ultima rata legata alla consegna delle credenziali.
Le offerte di siti gratis o a pochi euro al mese cosa includono davvero?
Di solito un modello, uno spazio sul dominio del fornitore e un canone che continua. Vanno bene per provare. Prima di metterci il nome dell'azienda controlla tre cose: puoi usare un dominio tuo, puoi esportare i contenuti, e cosa resta se smetti di pagare.
Il sito è mio quando ho pagato?
Dominio, hosting e contenuti devono essere tuoi, e va scritto. Per il codice dipende dal contratto: per la legge sul diritto d'autore la cessione dei diritti si prova per iscritto, quindi se il preventivo non ne parla la domanda è aperta. Chiedi una frase chiara prima di firmare e, se il sito è importante per l'attività, falla leggere a un avvocato.
Fonti
- Punto Informatico: quanto costa un sito web (ottobre 2024)
- Normattiva: art. 35 DPR 633/1972 (partita IVA in home page)
- Normattiva: art. 2250 codice civile
- Normattiva: art. 52 Codice del consumo (recesso)
- Normattiva: art. 51 Codice del consumo (ordine con obbligo di pagare)
- Normattiva: D.Lgs. 82/2022 (accessibilità di prodotti e servizi)
- Commissione europea: European Accessibility Act
- Garante privacy: linee guida cookie del 10 giugno 2021
Scritto dal team di Tauro Lab, web agency e software house di Torino. Chi siamo