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Creazione di un negozio online: gli otto passi in ordine, dal catalogo al primo ordine di prova

Pubblicato il di Tauro Lab10 min di lettura

In breve La creazione di un negozio online si fa in otto passi: scegliere piattaforma o sviluppo su misura, intestare dominio e account, preparare il catalogo, collegare i pagamenti, scrivere pagine e informazioni obbligatorie, impostare spedizioni e resi, provare tutto con ordini veri e lanciare. Nel 2026 sono arrivate due regole nuove: dal 19 giugno la funzione «recedere dal contratto qui», dal 27 settembre l'avviso armonizzato sulla garanzia legale. Il costo dipende soprattutto da catalogo, collegamenti e contenuti.

Creare un negozio online non vuol dire scegliere un tema e caricare qualche foto, ma prendere decisioni nell'ordine giusto: com'è fatto il catalogo, come incassi, cosa scrivi nelle pagine che la legge chiede, come spedisci e rimborsi. In disordine si lavora due volte: un catalogo caricato senza pesi e misure va ripreso il giorno in cui imposti le spedizioni.

Qui trovi gli otto passi in fila, con le regole in vigore a novembre 2026. Se non hai ancora deciso tra sito tuo, marketplace e social, parti da come vendere online; per sconti, recensioni e sicurezza dei prodotti c'è la tabella in e-commerce a Torino.

Prima di iniziare: cinque risposte da scrivere

Prima di parlare di piattaforme, metti per iscritto:

  • quanti prodotti hai e quante varianti ha ciascuno;
  • chi aggiornerà prezzi e disponibilità, e quanto spesso;
  • in quali paesi spedisci e in quali lingue vendi;
  • se vendi anche ad aziende, con listini diversi;
  • se il negozio deve parlare con un gestionale, un magazzino o un programma di fatturazione che usi già.

Queste risposte decidono il primo passo, e servono a chiunque ti faccia un preventivo.

1. Scegli la piattaforma o lo sviluppo su misura

Le strade sono tre: una piattaforma in abbonamento, pronta e aggiornata dal fornitore; un software libero come WooCommerce, flessibile ma da mantenere; uno sviluppo su misura, costruito intorno al tuo modo di lavorare. Con un catalogo semplice e senza collegamenti, di solito basta una piattaforma pronta; il su misura ha senso con listini per tipo di cliente, prodotti configurabili o un collegamento stretto con il gestionale. Il confronto è in WordPress o sviluppo su misura.

Qualunque strada scegli, fai una domanda prima di firmare: se tra due anni voglio cambiare, posso esportare prodotti, clienti e ordini, e in che formato? Se la risposta è vaga, il negozio non è davvero tuo.

2. Intesta dominio e account all'azienda

Dominio, piattaforma, servizio di pagamento, account Google e caselle email vanno intestati all'azienda, non a chi costruisce il negozio, con almeno due persone che hanno l'accesso. Sembra un dettaglio finché qualcuno non se ne va con le password. È anche la prima voce del test per leggere un preventivo che trovi in quanto costa un sito web.

Il catalogo è il lavoro più lungo. Preparalo in un foglio di calcolo prima di caricarlo: si importa in blocco, si corregge in fretta e ti segue se cambi piattaforma. Per ogni prodotto servono:

  • un titolo che dica cos'è, una descrizione scritta da te e le foto: per gli scatti c'è la guida alle foto prodotto;
  • prezzo con IVA, varianti, disponibilità e tempi di consegna;
  • peso e misure del pacco, che servono a calcolare le spedizioni;
  • il prezzo per unità di misura, per esempio al chilo o al litro: lo chiede il Codice del consumo, articolo 14, salvo le esenzioni previste, e non serve quando coincide con il prezzo di vendita;
  • per chi vende a distanza, il regolamento (UE) 2023/988, articolo 19, chiede nome o marchio del fabbricante con indirizzo postale ed elettronico, un responsabile nell'Unione se il fabbricante è fuori, un'immagine e un identificativo del prodotto, le avvertenze di sicurezza in una lingua facile da capire per il cliente;
  • il codice GTIN, se il prodotto ce l'ha: nella guida di Merchant Center Google scrive che i prodotti senza codici identificativi sono difficili da classificare e potrebbero non essere idonei per tutte le funzionalità di Shopping.

Per i prodotti su misura o personalizzati scrivi nella scheda che il recesso non si applica: l'esclusione è nel Codice del consumo, articolo 59, e l'articolo 49 chiede di dirlo prima dell'acquisto.

4. Collega i pagamenti

Scegli un servizio di pagamento che accetti i metodi dei tuoi clienti e leggi nel contratto quattro voci: commissione per transazione, tempi di accredito, costo dei rimborsi, gestione delle contestazioni. Di norma il pagamento con carta passa dall'autenticazione forte del cliente prevista dalla direttiva (UE) 2015/2366, articolo 97, con alcune esenzioni, per esempio gli importi fino a 30 euro entro i limiti del regolamento delegato (UE) 2018/389, articolo 16: provala con carte vere prima del lancio.

Nel carrello, al più tardi all'inizio dell'ordine, il negozio deve dire quali mezzi di pagamento accetta e se ci sono limiti alla consegna (Codice del consumo, articolo 51, comma 3). E niente sovrapprezzi per chi paga in un certo modo: il perché è in come vendere online.

5. Scrivi le pagine e le informazioni obbligatorie

È la parte che si dimentica più spesso, e quella in cui il 2026 ha portato due novità. Ecco cosa serve a un negozio che vende a consumatori, con la norma e il punto in cui metterlo.

CosaDove sta scrittoDove metterlo
Nome o ragione sociale, sede, recapiti per un contatto rapido compresa l'email, numero REA o del registro delle imprese, partita IVA; se sei una società di capitali anche capitale versato, socio unico e stato di liquidazioneD.Lgs. 70/2003, articolo 7, codice civile, articolo 2250Piè di pagina e pagina contatti
Fasi tecniche dell'ordine, archiviazione del contratto, correzione degli errori, lingue disponibili; condizioni generali che il cliente può salvareD.Lgs. 70/2003, articolo 12Condizioni di vendita e passaggi del carrello
Pulsante finale con le parole «ordine con obbligo di pagare» o una formula corrispondente inequivocabileCodice del consumo, articolo 51, comma 2Ultimo passo del checkout
Ricevuta dell'ordine con il riepilogo di condizioni, prodotto, prezzo, pagamento, recesso, consegna e tributiD.Lgs. 70/2003, articolo 13Email automatica subito dopo l'ordine
Condizioni, termini e procedura del recesso, con il modulo tipoCodice del consumo, articolo 49, lettera hPagina resi e condizioni di vendita
Dal 19 giugno 2026: la funzione «recedere dal contratto qui», la conferma «conferma recesso» e l'avviso di ricevimento con data e oraCodice del consumo, articolo 54-bisBen visibile e raggiungibile per tutto il periodo di recesso
Dal 27 settembre 2026: il promemoria della garanzia legale di almeno due anni, con l'avviso armonizzatoCodice del consumo, articolo 65-ter e articolo 49, lettera nIn modo visibile prima dell'acquisto, nel formato dell'allegato II-octies
Informativa sul trattamento dei dati personali, quando li raccogliGDPR, articolo 13Registrazione, checkout, iscrizione alla newsletter
Banner dei cookie: chiuderlo con la X vuol dire continuare senza cookie diversi da quelli tecniciLinee guida del Garante del 10 giugno 2021Alla prima visita
Accessibilità dei servizi di commercio elettronico dal 28 giugno 2025, con esenzione delle microimprese che forniscono serviziD.Lgs. 82/2022Tutto il negozio: testi, moduli, immagini, uso da tastiera
Se ti sei impegnato a usare un organismo di risoluzione alternativa delle controversie (ADR): nome e sito dell'organismoCodice del consumo, articolo 141-sexiesCondizioni di vendita e sito

Il link alla piattaforma europea per le controversie online non serve più: il regolamento (UE) 2024/3228 ha abrogato dal 20 luglio 2025 il regolamento che lo prevedeva e la piattaforma è stata dismessa, quindi se c'è ancora va tolto. Resta invece l'obbligo di indicare, con il sito web, l'organismo di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) a cui ti sei impegnato a ricorrere, se ce n'è uno. La tabella riassume norme in vigore al 5 novembre 2026 e non sostituisce un parere: i testi legali li scrive o li controlla un professionista.

6. Imposta spedizioni e resi

Nel negozio le spedizioni sono regole: zone, corrieri, prezzi per peso o per importo, tempi. Impostale sui pesi del catalogo e mostra costi e tempi prima dell'ultimo passaggio. Prepara l'email di spedizione con il codice per seguire il pacco.

Per i resi decidi chi paga il ritorno e scrivilo: se non lo dici, il costo diretto della restituzione resta a te (Codice del consumo, articolo 57). Scrivi anche in quanto tempo rimborsi e in che condizioni deve tornare il prodotto. Consegna, rischio nel trasporto e rimborso sono spiegati in come vendere online.

7. Prova tutto con ordini veri

Prima di aprire, compra dal tuo negozio come farebbe un cliente, da computer e da telefono. Una lista minima:

  • un ordine pagato con una carta vera, poi rimborsato, controllando che i soldi tornino sullo stesso mezzo di pagamento;
  • un pagamento rifiutato, per vedere cosa legge il cliente;
  • un codice sconto, se ne userai, e una spedizione verso un indirizzo di prova;
  • l'email di conferma: deve riportare condizioni, prezzo, pagamento, recesso e costi di consegna;
  • la funzione di recesso: usala e controlla che arrivi l'avviso di ricevimento con il contenuto, la data e l'ora;
  • l'acquisto fatto solo con la tastiera, e il banner dei cookie chiuso con la X.

8. Lancia e fatti trovare

Il giorno del lancio il negozio non lo conosce nessuno. Tre cose da fare subito:

  • invia la sitemap a Google da Search Console: la documentazione di Google ricorda che è solo un suggerimento e non garantisce che venga usata, ma ti fa vedere quando Google la legge ed eventuali errori;
  • carica i prodotti in Merchant Center: con le schede senza costi, se sono idonei, possono comparire gratis nella Ricerca Google, su Shopping, in Google Immagini, Maps, YouTube e Gemini;
  • avvisa chi ti conosce già, in negozio e sui social, con un motivo concreto per fare il primo ordine.

Nei primi mesi controlla gli ordini ogni giorno e segna le domande che ricevi: diventano risposte nelle schede prodotto. Per portare visite nel tempo c'è il confronto tra Google Ads e SEO.

Cosa fa salire il costo di un negozio online

Le voci che spostano di più il preventivo sono queste:

  • numero di prodotti e di varianti, e chi li carica;
  • collegamenti con gestionale, magazzino, fatturazione o corriere;
  • grafica partendo da un tema, oppure disegnata per te;
  • lingue e paesi di vendita, con le loro spedizioni e la loro IVA;
  • funzioni particolari: prodotti configurabili, listini per aziende, abbonamenti;
  • contenuti: foto, descrizioni e testi legali, se non li hai già.

Poi ci sono i costi che restano: canone della piattaforma, estensioni, hosting, commissioni sui pagamenti, manutenzione. Chiedi che siano scritti tutti nel preventivo. Le fasce di prezzo che circolano, con la loro fonte, sono in quanto costa un sito web.

Da dove partire

Scrivi le cinque risposte dell'inizio, prepara il foglio del catalogo per cinque prodotti veri e rileggi la tabella delle pagine obbligatorie con il tuo consulente. Con questi tre fogli, qualunque preventivo diventa confrontabile.

La pagina e-commerce di Tauro Lab spiega cosa seguiamo. Se vuoi un parere sul tuo caso, scrivici con il numero di prodotti e i paesi in cui vuoi spedire.

Domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per creare un negozio online?

Dipende meno dalla grafica di quanto si pensi. Di solito i tempi li fanno il catalogo, cioè foto, descrizioni e dati dei prodotti, i testi legali e gli eventuali collegamenti con il gestionale. Se arrivi con il catalogo pronto e i testi legali già controllati, il lavoro si accorcia molto.

La funzione «recedere dal contratto qui» serve anche a un negozio piccolo?

L'articolo 54-bis del Codice del consumo si applica ai contratti a distanza conclusi tramite un'interfaccia online, dal 19 giugno 2026, e il testo non prevede soglie legate al numero di prodotti o di ordini. Riguarda le vendite ai consumatori: se vendi solo ad aziende il Codice del consumo in genere non si applica. Per il tuo caso chiedi conferma al consulente.

Posso cambiare piattaforma dopo il lancio?

Sì, se puoi esportare prodotti, clienti e ordini: chiedilo prima di scegliere. Gli indirizzi delle pagine cambiano, quindi servono i reindirizzamenti dai vecchi ai nuovi, altrimenti perdi le visite che arrivano da Google. Come si fa lo spieghiamo in rifare il sito web.

Devo ancora mettere il link alla piattaforma ODR?

No. Il regolamento (UE) 2024/3228 ha abrogato dal 20 luglio 2025 il regolamento che lo prevedeva, e la piattaforma europea per la risoluzione delle controversie online è stata dismessa. Se il link è ancora nel piè di pagina o nelle condizioni di vendita, toglilo e chiedi al consulente come aggiornare le condizioni. Resta l'indicazione dell'organismo ADR, con il suo sito, se ti sei impegnato a ricorrere a uno.

Fonti

Scritto dal team di Tauro Lab, web agency e software house di Torino. Chi siamo

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